Recensione 4

Home Indietro Cerca Disclaimer Commenti Games Zone

 

 

 

Home

 

 

 

di Antonio Fileni

Bladder neck clousure for treating pediatric incontinence

P. Hoebeke, P. De Kuyper, H. Goeminne, E. Van Laecke, K. Everaert

Department of Pediatric Urology, University Hospital, Gent, Belgium

Eur Urol 2000; 38: 453-456

L'incontinenza urinaria è una condizione frequente nei bambini. Mentre l'incontinenza "idiopatica", cioè non sostenuta da alterazioni strutturali o neurologiche, può essere agevolmente trattata mediante presidi farmacologici o riabilitativi, è assai più difficoltoso l'approccio ai bambini in cui l'incontinenza è sottesa da malformazioni congenite sia a carico dell'apparato urinario (estrofia vescicale) che del sistema nervoso (mielomengocele). In quest'ultimo caso è praticamente d'obbligo ricorrere alla chirurgia con lo scopo di aumentare la capacità vescicale da un lato e di aumentare le resistenze uretrali dall'altro. Per ottenere ciò esistono molte opzioni chirurgiche: iniezioni di collagene o silicone, svariati tipi di ricostruzione del collo vescicale, impianto di sfinteri artificiali etc. Per la maggior parte dei chirurghi la chiusura del collo vescicale (BNC) con la creazione di una derivazione urinaria continente rappresenta un'opzione da attuare solo un caso di fallimento di tutte le altre tecniche.

In questo articolo viene riportato uno studio in cui la BNC viene usata non solo dopo fallimento delle altre tecniche chirurgiche, ma anche come terapia di prima scelta dell'incontinenza pediatrica non idiopatica.

17 bambini (9 maschi ed 8 femmine) sono stati sottoposti a BNC con derivazione continente; dei 17, 10 erano affetti da mielomeningocele, 5 presentavano un'estrofia vescicale, 1 bambina aveva una fistola vescico-vaginale sviluppata in seguito ad un intervento per ureter ectopico ed 1 soffriva di incontinenza in seguito ad una frattura pelvica. In 9 dei 17 bambini è stata confezionata un'ileocistoplastica al momento della BNC; 4 erano stati sottoposti in precedenza a cistoplastica d'ampliamento.

Dopo la BNC 16 bambini erano completamente asciutti; solo una paziente presentava un certo grado di spandimento dalla stomia durante la notte: questo è scomparso dopo aver operato un ampliamento vescicale.

Tra le complicanze si sono viste infezioni urinarie in 9 pazienti; complicanze della stomia in 8 pazienti; 3 pazienti hanno presentato difficoltà al cateterismo, risoltesi dopo semplici dilatazioni; polipi dell'appendice, rimossi in anestesia locale, in 3 pazienti; stenosi della stomia, che hanno richiesto un reintervento, in 2 pazienti. Tutte le complicanze si sono verificate entro i primi 6 mesi dall'intervento.

Data l'elevata percentuale di successo (100% asciutti), le scarse complicanze e la notevole soddisfazione dei pazienti si può considerare, dunque, la BNC come un'importante opzione terapeutica nel trattamento dell'incontinenza pediatrica. Nonostante ciò bisogna ancora porre molta attenzione a proporla come tecnica di prima scelta perché si tratta comunque di una procedura irreversibile di cui ancora non si conoscono pienamente gli esiti nel lungo periodo, soprattutto per quanto riguarda le possibili ripercussioni sulle alte vie urinarie e sulla funzione sessuale.

 

Commento: molto bello l'articolo, che affronta un argomento di estrema importanza, anche per il notevole impatto sociale del problema. Personalmente mi occupo di incontinenza urinaria femminile e nella mia esperienza quotidiana ho avuto la possibilità di rendermi conto di quanto tale condizione, pur inficiando la qualità di vita delle pazienti, venga spesso misconosciuta e soprattutto quanto spesso non vengano adeguatamente "pubblicizzati" i presidi terapeutici a nostra dispozione per risolvere tale patologia (che esistono e sono numerosissimi!)

Ora, pur non avendo esperienza diretta di incontinenza pediatrica, credo che le ripercussioni di tale condizione sulla vita dei pazienti, sia dal punto di vista fisico che psichico, possano essere assimilabili, se non di maggiore gravità, a quelle che si osservano nelle donne incontinenti. E' dunque fondamentale informare tutti, anche chi urologo pediatra non è, sulle opzioni terapeutiche disponibili per affrontare l'incontinenza urinaria nei bambini.

Devo ammettere che ho trovato molto coraggiosa la scelta degli Autori, che hanno pensato di attuare la chiusura del collo vescicale con derivazione continente (procedura irreversibile!) come tecnica di prima scelta nel trattamento dell'incontinenza pediatrica, ma soprattutto ho ammirato l'onestà dimostrata nell'ammettere che, pur essendo ottimi i risultati a breve termine, ci sono ancora molti punti da chiarire per quanto riguarda i risvolti di tale intervento nel lungo periodo.

Il tempo, comunque, passa e confidiamo tutti nel fatto che il follow up dei piccoli pazienti stia proseguendo e presto avremo anche dati affidabili sugli esiti a lungo termine. In attesa delle novità... complimenti agli Autori!

 

 

Home ] Indietro ]

Copyright © 2001 Università degli Studi di L'Aquila - Scuola di Specializzazione in Urologia
info@urolab.it
 

Web Portal engineered by "Urologi per Caso"

Aggiornato il: 23 novembre 2001